Sviluppo Somato-Psichico del Bambino

Medicina Convenzionale Ortodonzia FunzionalePublished luglio 25, 2008 at 10:04 No Comments
Spesso l’origine di insidiose algie dentali, malocclusioni, parafunzioni, va indagata con strumenti diversi da specillo e specchietto.
Sedersi solo sulla poltrona del dentista può non bastare…
Grazie al confronto e alla collaborazione con la psicologia si sta gradulamente delineando un quadro di patologie che possiamo definire psico-odonotoiatriche: si tratta di un eterogeneo gruppo di alterazioni che implicano il coinvolgimento di entrambi gli specialisti per un pieno recupero delle funzioni compromesse.
Bruxismo, disturbi dell’alimentazione, disturbi della crescita (precocità o ritardo), del linguaggio, dell’attenzione, del sonno, iperattività/ipercinesi, disturbi del comportamento, della personalità: quanto tutto ciò può condizionare, e ha condizionato (sigh), l’esito delle nostre terapie ortodontiche?
Agli affamati di tecnica offriamo questa volta il gusto di un sapore antico, quello della diagnosi.
Riportiamo di seguito un intervento cortesemente inviatoci della Dr.ssa Anna Bincoletto, psicologa specializzata nella psicoterapia dell’età evolutiva e dell’adolescenza, che ci introduce ai concetti di psico-somatica, illustandoci i momenti salienti dello sviluppo psico-fisico del bambino, in cui l’elemento emotivo e organico risultano inseparabili all’interno dell’unità psiche-soma.
(R.Frascella)

Il nostro focus è orientato allo studio delle patologie il cui instaurarsi è legato alla compresenza ed alla sovrapposizione di un elemento strutturale con un elemento emotivo conflittuale.

La psiche si costituisce dal soma che, dal punto di vista evolutivo, la precede.

Ma cosa è la psiche?

Essa nasce, all’inizio come elaborazione immaginativa del funzionamento fisico per organizzare le esperienze passate e le potenzialità individuali, la consapevolezza del presente e l’aspettativa del futuro. Da questa esperienza ha inizio, poi, il Sé, naturalmente la psiche non può prescindere dal cervello e dal suo funzionamento. Dobbiamo considerare i disturbi psicosomatici come alterazioni del corpo e del suo funzionamento, associate a stati psichici.

Coloro che studiano l’ambito psicosomatico si occupano quindi delle fantasie consce ed inconsce che sottendono il funzionamento somatico specifico dell’individuo.

Ricorriamo ad un famoso esempio proposto da un famoso psicoanalista W.D. Winnicot.

Immaginiamo che due persone eseguano una medesima azione, l’anatomico ed il fisiologo riscontreranno una somiglianza tra le due azioni mentre il clinico che si occupa di psicosomatica aggiunge alla osservazione dei colleghi il significato che l’azione ha per l’individuo, da ciò deriva che quel movimento o azione è, in ogni caso, specifica e diversa per l’individuo che la esegue. In quel punto la fisiologia confluisce, impercettibilmente, nella psicosomatica che include la fisiologia delle modificazioni somatiche associate alle tensioni della crescita e agli stress adattativi, con riferimento anche ai conflitti inconsci della psiche.

D’altra parte, lo sviluppo emozionale è doloroso e contrassegnato da conflitti, il corpo viene a soffrire a causa di questi conflitti anche quando non esistono malattie fisiche, dall’osservazione delle ripercussioni che i problemi psichici possono avere sul corpo possiamo per esempio comprendere il ruolo che i disturbi d’integrazione psichica svolgono nella eziologia delle patologie della colonna, da cui possono discendere secondariamente anche alcune patologie odontoiatriche.

Possiamo provare a seguire il ruolo della dentizione nello sviluppo normale del bambino.

Il lattante impara a discriminare precocemente, per mezzo della capacità innata dell’attenzione quegli stimoli esterni che contribuiscono a mantenere uno stato di omeostasi e di integrazione, mentre è in grado di escludere gli stimoli negativi. Questa capacità di discriminare selettivamente gli stimoli esterni, permette al neonato di sperimentare momenti d’integrazione in alternativa all’esperienza di non integrazione, connessa all’emergenza di stimoli interni, collegati agli aspetti funzionali, che il bambino non è in grado di dominare. La competenza materna funge da modulatrice dell’esperienza, prolungando al massimo i periodi d‘integrazione, gestendo l’eccitazione del bambino. Le esperienze corporee ed emozionali legate all’integrazione e alla non integrazione si elaborano in affetti, attraverso il costituirsi delle prime esperienze psico-fisiche sotto forma di primitive fantasie corporee.

Possiamo ipotizzare il costituirsi di fantasie legate alla soddisfazione ed altre legate al bisogno.

Queste fantasie hanno, inizialmente, un carattere prevalentemente difensivo al fine di evitare angosce di annientamento, quando l’ambiente è carente nel sostenere la sua sopravvivenza.La fantasia difensiva può essere sufficiente ad evitare l’angoscia oppure, può attivare funzionamenti corporei come il ciucciare il dito o altri comportamenti autoerotici.

Questi saranno i bambini che si rivolgeranno all’odontoiatra per modificare quello che è stato uno sviluppo anomalo del palato.

E’ tra il 4° e il 5° mese in cui l’attenzione del bambino si sposta verso il mondo esterno ed in cui sembra avere interiorizzato le funzioni regolatrici proprie delle cure materne, che si collocano i prodromi della dentizione, con la sofferenza dovuta all’ipertrofia gengivale. Le sensazioni dure, brucianti, lancinanti situate nel cavo orale, finora fonte di gratificazione, chiedono una diversa soddisfazione. Il bambino recepisce che esiste uno spazio tra sé e la madre e che è egli stesso all’origine delle esperienze che gli provocano rabbia.

Il momento evolutivo dell’eruzione dentaria costituisce un potente movente interno per l’integrazione dell’ingente carica vitale costituita dalla pulsione orale aggressiva. L’urgenza di scaricare attraverso il mordere, il dolore della gengiva gonfia, spinge il bambino a compiere un salto qualitativo per ciò che concerne l’acquisizione di uno spazio mentale. Per la prima volta dovrà operare uno spostamento della spinta pulsionale dalla madre a qualsiasi oggetto inanimato, il primo di una serie di spostamenti che lo condurranno alla formazione del simbolo e quindi del linguaggio.

Verrà facilitato, in questo periodo, dalle contemporanee acquisizioni della deambulazionee del controllo sfinterico.

La prima gli consentirà di avvicinare e distanziare l’oggetto materno, consolidando nella sua mente la capacità di rievocarlo, mentre il controllo sfinterico rafforzerà la capacità di trattenere nella mente o di disfarsi di contenuti mentali non utilizzabili. Ora il bambino sarà facilitato ad integrare la pulsione aggressiva, mentre il linguaggio diverrà un segnale di un limite ben definito nell’acquisizione di un confine del proprio Sé, che costituisce la capacità di essere e di sapere di essere nella realtà.

Dobbiamo, ora, considerare i piccoli bambini che arrivano all’osservazione dell’odontoiatra che deve pronunciarsi circa una diagnosi, ma anche relativamente ad una prognosi. Poniamo il caso, dei bambini con ritardo nella dentizione primaria o con un ritmo alterato nella comparsa dei denti definitivi, che spasso si sovrappone o accavalla alla prima e come questi bambini con difficoltà nella gestione di un’aggressività inibita, si trovino spesso ad affrontare terapie dolorose di estrazione, rafforzando in loro la rappresentazione della pericolosità della loro pulsione aggressiva che modulata ed integrata costituisce la spinta vitale verso una crescita sana.

Dr.ssa Anna Bincoletto, Psicologa

E-mail: a.binco@inwind.it

Specializzata in Pscicoterapia Psicoanalitica della famiglia e della coppia; Psicoterapia Psicoanlitica dell’età evolutiva, dell’adolescenza e dell’adulto

Società di appartenenza:

International Association of Couple and Family Psychoanalysis (Paris);

Società Psicoanalitica dell’Infanzia, dell’Adolescenza e della Coppia (Sipsia)

Membro dei gruppi di studio: Disturbi alimentari; Studi teorico-clinici sul Trauma.

Letture consigliate:

  • Teorie della Crescita e dello Sviluppo. Borla
  • Ph. Tyson, R.L. Tyson: Teorie psicoanalitiche dello sviluppo: una visione integrata, Borla, Roma, 1995E. Gadin: Scritti. R. Cortina 2002;
  • D.W. Winnicott: Dalla pediatria alla psicoanalisi, Martinelli, Firenze, 1975
  • A. Ginzburg, R. Lombardi et alii: Disarmonie della relazione corpo/mente: osservazioni cliniche e tecnica psicoanalitica.

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